Nepi (VT) · zona nuova
Siamo in via Adolini 7, prima traversa di via Palmiro Togliatti, nella parte nuova di Nepi. Si arriva in quindici minuti da Civita Castellana e in meno di dieci da Castel Sant’Elia.
La strada è piccola: sul navigatore conviene impostare l’indirizzo completo, «via Adolini 7, Nepi», e non solo il nome dell’associazione.
Come arrivare
Da Roma e dalla Cassia
Si prende la Cassia bis fino all’uscita Nepi – Umiltà, poi si segue la Selciatella fino all’ingresso del paese. Via Togliatti è al primo incrocio, e via Adolini è la sua prima traversa. Dal raccordo sono circa quaranta minuti.
Da Civita Castellana, Castel Sant’Elia e dall’Agro Falisco
Si entra a Nepi dal lato opposto rispetto a chi viene da Roma, e la zona nuova è la prima che si incontra: siamo lì, prima del centro storico. Non serve arrivare fino alla Rocca.
Quanto ci si mette
| Da dove | In auto, all’incirca |
|---|---|
| Castel Sant’Elia | meno di 10 minuti |
| Civita Castellana | circa 15 minuti |
| Monterosi | circa 15 minuti |
| Faleria | circa 15 minuti |
| Sutri | circa 20 minuti |
| Fabrica di Roma e Corchiano | circa 20 minuti |
| Ronciglione | circa 25 minuti |
Le lezioni della sera finiscono alle 20:00, quindi anche venendo da fuori si è a casa per cena. Il laboratorio teatrale del martedì finisce alle 22:40.
Quando arrivi

Si entra in uno spazio di accoglienza, non direttamente in sala. È il posto dove ci si toglie le scarpe, si lascia la borsa e ci si ferma a parlare prima e dopo, che è una parte della cosa quanto la pratica.
Tappetini, mattoncini, cinghie, cuscini e coperte sono in sala e sono compresi. Serve solo un abito comodo. Si pratica scalzi.
Prima di decidere
Chi insegna, e da quanto
Dagli anni Ottanta
Ornella Marcucci pratica yoga da più di quarant’anni. È diplomata alla Yoga Vedanta Forest Academy e insegnante Y.A.N.I., iscritta all’albo riconosciuto dal CONI.
Quindici anni di palco
Stefano Sarra lavora nelle compagnie romane da oltre quindici anni e conduce laboratori teatrali dal 2007.
Un’associazione, non una palestra
Nessun abbonamento che si rinnova da solo, niente da comprare oltre alla quota. Si viene, si prova, si decide.
Le recensioni le scrivono le persone che praticano, non noi. Le trovi sulla nostra scheda Google, insieme alle foto della sala e agli orari aggiornati.
Da sistemare: sostituisci i due collegamenti con il link breve della vostra scheda Google, quello del pannello «Chiedi recensioni». Quando arrivano le prime recensioni vere, si aggiungono qui sopra come citazioni.
Il posto in cui siamo
Nepi, o la città dell’acqua
Non è un dettaglio turistico. Praticare in un paese che sta in piedi da quasi tremila anni sullo stesso sperone di tufo cambia il modo in cui si guarda il proprio corpo: qui la lentezza non è una moda, è come sono andate le cose.

Un paese costruito sull’acqua e sul tufo
Il nome viene dall’etrusco nepa, che vale «acqua», e Nepi è stata chiamata per secoli la città delle acque. Il paese sta su uno sperone di tufo circondato dalle forre: valli strette con pareti quasi verticali, scavate per millenni dai torrenti nella roccia vulcanica.
Quelle stesse acque, ferruginose e sulfuree, hanno fatto la fortuna moderna del posto: l’acqua minerale di Nepi si beve in mezza Europa. Ed è per l’acqua che nel Settecento fu portato a termine l’acquedotto, con i suoi archi enormi sotto la Rocca: i lavori si chiusero nel 1727.
Nepet, prima di Roma
Il territorio è abitato dal neolitico, ma l’insediamento stabile sullo sperone risale all’VIII secolo a.C., nell’orbita falisca, con una produzione artigianale imparentata con quella di Falerii, l’odierna Civita Castellana.
La prima data documentata è il 383 a.C., quando Nepi risulta alleata di Roma. Livio chiamava Nepi e Sutri claustra Etruriae, i chiavistelli dell’Etruria: erano le due porte da cui si entrava e si usciva. Diventata municipio, ebbe ville, un anfiteatro, le terme e i mausolei lungo la via Amerina.
La via Amerina, l’unica strada rimasta
Nelle guerre greco-gotiche, quando l’Italia si spezzò in due, la via Amerina restò l’unica arteria che collegava ancora Roma a Ravenna. Passava di qui. È il motivo per cui un paese di questa dimensione ha una storia sproporzionata rispetto ai suoi abitanti: per qualche secolo, chi teneva Nepi teneva il passaggio.
Libero Comune nel 1131, come dice una lapide sotto il portico della cattedrale.
Il ducato di Lucrezia Borgia
Nel 1499 papa Alessandro VI elevò Nepi a ducato e lo diede alla figlia, Lucrezia Borgia, che lo amministrò e vi soggiornò. È la ragione per cui la fortezza che domina il paese si chiama ancora Rocca dei Borgia: torri, camminamenti, un mastio da cui si vede tutta la valle, e sotto, le sale scavate nel tufo.
Prima di lei erano passati di qui i Prefetti di Vico, gli Orsini, i Colonna. Dopo di lei i Farnese: tra il 1537 e il 1545, con il ducato di Castro e Nepi, il paese conobbe uno dei suoi periodi più floridi.
Sangallo, e le mura che Vasari trovò belle
È dell’epoca farnesiana il lavoro di Antonio da Sangallo il Giovane: i bastioni, progettati intorno al 1540, che Vasari definì «inespugnabile e bella», il palazzo comunale iniziato nel 1542 e finito soltanto nel 1744, la chiesa di San Tolomeo del 1543.
Camminando per il centro si attraversano quindi tre città sovrapposte: quella falisca sotto i piedi, quella romana nei blocchi riutilizzati nei muri, quella rinascimentale negli spigoli dei bastioni.
E poi
- 768 · Totone, duca di Nepi di stirpe longobarda, arriva a conquistare Roma e a far eleggere papa suo fratello. L’anno dopo finisce male per entrambi.
- 915 · i nepesini respingono i saraceni.
- 1002 · l’imperatore Ottone III muore a Castel Paterno, nel territorio di Nepi.
- 1244 · Federico II assedia il paese.
- 1798 · le truppe francesi in ritirata saccheggiano Nepi.
- 1870 · il 13 settembre entrano le truppe italiane, e Nepi passa al Regno d’Italia.
Cosa vedere, se vieni da fuori
Se fai la strada per venire a lezione, vale la pena arrivare mezz’ora prima almeno una volta: la Rocca dei Borgia con la vista dalla torre, gli archi dell’acquedotto, il palazzo comunale in piazza, e le forre appena fuori dal centro. A pochi minuti c’è anche il santuario rupestre di Castel Sant’Elia, scavato nella parete della valle.
Le notizie storiche di questa pagina vengono dalle fonti pubbliche sulla storia di Nepi. Se sei di qui e trovi un’imprecisione, scrivicelo: la correggiamo volentieri.
Vieni a provare una lezione
Via Adolini 7, Nepi. Yoga il martedì e il mercoledì, mattina e sera. Laboratorio teatrale Koinè il martedì sera con Stefano Sarra. Chiama e ti diciamo quando passare.