Sulle priorità, sulle donne e sullo yoga

Sono  grata  della circostanza che  porta l’attenzione su una iniziativa a cui tengo molto e che si svolge nell’ Associazione di cui sono socia fondatrice e Presidente.

 Mi riferisco all’e-mail sulla collaborazione tra il Delegato alla Sanità del Comune di Nepi e l’Asd Essere-Bene-Essere per la realizzazione del progetto  “YOGA SHAKTI, LO YOGA PER LA DONNA”, un’iniziativa  cominciata tre anni fa e attualmente in corso con tre appuntamenti settimanali dedicati alla gravidanza, il post partum e la menopausa.

La lettera  è stata inviata da un signore di Nepi ad un numero imprecisato di  persone (anche se, come diretta interessata, mi sarebbe piaciuto essere una delle destinatarie del messaggio) poi, come spesso succede in comunità piccole come la nostra,  è diventata in breve di dominio pubblico fino a raggiungermi.

Vorrei allora  raccontare il mio punto di vista, la mia esperienza, come ideatrice e insegnante del progetto, sperando che questo possa dissipare i “dubbi” espressi sulla sua utilità, rispetto ad altre “urgenze sanitarie”.

E giusto per sgombrare il campo da pericolose inesattezze preciso che il Comune non ha distratto fondi del Bilancio per finanziare il progetto, (se si esclude il contributo a copertura di una sola bolletta dell’enel in tre anni), non ha ingaggiato un “agguerritissimo staff”  per programmarne il lancio mediatico,  o pianificare sofisticate strategie di marketing (al Poster ha pensato mia figlia Dafne, preziosa autrice  di tutta la parte grafica e web dell’Associazione),   ha solo mostrato sensibilità,  disponibilità all’ascolto e lungimiranza su un tema caldo, spesso trascurato: quello della donna.

  In una società come la nostra dove  è stato necessario coniare un termine apposito, il femminicidio, per descrivere la mattanza di mogli, fidanzate e sorelle, dove la strumentazione pervasiva e umiliante dell’immagine  femminile condiziona generazioni intere di ragazze,  dove la prevenzione è ancora lontana dai suoi obiettivi e i costi esorbitanti della Sanità pubblica  fanno traballare lo Stato, possiamo non accorgerci che le istituzioni devono fare qualcosa ora,  in direzioni nuove  e con un diverso atteggiamento mentale? 

Sono trent’anni che pratico yoga, in Italia e all’estero. Da una decina lo insegno.  Ho sperimentato con il  parto  la forza del suo semplice messaggio,     ho sentito per questo l’urgenza di  condividere, per restituire alle donne, alla loro saggezza e sensibilità, un evento, ormai troppo medicalizzato.  E così con gli altri delicati  momenti di passaggio della vita femminile.

Perché lo Yoga è uno strumento per riconoscere e realizzare il proprio potenziale, acquisire consapevolezza e stabilità,  è un metodo basato sull’esperienza diretta e valido per chiunque perchè ognuno può seguire il  percorso più confacente alla sua natura.

Mi stupisce davvero che ancora oggi, a fronte di una copiosa letteratura scientifica sugli  innumerevoli  benefici psico-fisici  dello Yoga se ne discuta  la credibilità, come se le sue origini, antiche e distanti, bastassero a renderla una pratica sospetta,  il cui appoggio,  da parte di un’ Amministrazione Comunale susciti scandalo e sgomento.

Swami Sivananda, uno dei più autorevoli divulgatori dello Yoga afferma in una  famosa citazione: “ Vale più un grammo di pratica che un quintale di teoria”, mi piacerebbe quindi invitare  l’autore della lettera  a  venire da noi,   almeno una volta, il lunedì all’orario delle 15.00,    magari  per guardare all’iniziativa con occhi diversi, quelli del praticanteImmagine.

Ornella


Rispondi

Scopri di più da ESSERE BENE ESSERE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere