Il loto

Il termine “loto” nello yoga si riferisce generalmente alla posizione delle gambe durante la meditazione. In questa prospettiva, la posizione del loto è spesso considerata simbolica e rappresenta lo stato di equilibrio tra il corpo e la mente. Lo yoga non duale va oltre affermando la non dualità di tutte le cose, oltre le distinzioni concettuali come quelle tra le “posizioni per il corpo fisico e pratiche di tipo sottile”.

Dal punto di vista dell’esecuzione si distinguono due modalità principali a due posizioni principali:

  1. Padmasana : In questa posizione, il praticante incrocia le gambe in modo che ciascun piede riposi sulla coscia opposta, con le piante rivolte verso l’alto. Le mani possono essere posizionate sulle ginocchia o nelle pose di meditazione, come il chin mudra (dito indice e pollice che si toccano), mentre la schiena rimane dritta. Questa posizione richiede una certa flessibilità nelle anche e nelle ginocchia.
  2. Ardha Padmasana (Mezzo loto): In questa posizione, una gamba viene posizionata sopra la coscia opposta, mentre l’altra gamba rimane estesa in avanti o piegata sotto il ginocchio dell’altra gamba. Anche in questa posizione, le mani possono essere tenute nelle pose di meditazione e la schiena dovrebbe rimanere dritta perchè appoggiata sul piedistallo delle gambe.

Nello yoga non duale l’attenzione è rivolta alla comprensione della natura della coscienza e alla realizzazione della non dualità, andando oltre l’illusione della separazione si compie un’esperienza di tipo “estetico”, rasāsvāda, l’emozione che scaturisce dalla visione della bellezza, in questo senso la posizione fisica del loto nella sua perfetta simmetria può essere vista come uno strumento per ricreare nel corpo l’armonia che anima l’intero universo.

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