Superare le Difficoltà nelle Pratiche Yogiche

Una praticante mi ha confessato il suo sogno segreto: riuscire un giorno a mettersi nella posizione del loto, solo allora sentirebbe di stare davvero facendoyoga.
Ma dopo anni di pratica il loto per lei resta un miraggio, da qui la domanda: “Dove ho sbagliato?”
Ma forse la domanda più interessante da porre è un’altra: ha senso insistere?
Se ogni volta che provi padmāsana senti le anche gridare vendetta e le ginocchia chiedere pietà… forse no.

Trovare una posizione seduta che sia davvero “āsana” nel senso originale, cioè di un seggio stabile e comodo, è già una grande impresa per noi occidentali abituati alle sedie. E la buona notizia è che “per fare” yoga va bene qualunque postura che ti permetta di mantenere la colonna eretta senza sforzo, come sukhāsana per esempio, la posizione comoda (perché non c’è un premio speciale per chi soffre di più 😁).

Lo yoga è una via di conoscenza, considera ogni āsana come un’opportunità per conoscerti.
La pratica ti mette davanti, spesso in modo antipatico ma onesto, ai tuoi limiti, alle tue rigidità, alle tue resistenze fisiche e, diciamolo, mentali.
E lì, su quel limite che non sapevi di avere, che fai fatica ad accettare, che hai la possibilità di essere presente, anche alla frustrazione e al dubbio, senza rifiutare nulla, riconoscendo tutto.
L’āsana, occorre ricordare, è il mezzo, non lo scopo.
E se per praticare ti serve un cuscino, un mattoncino, un seggiolino…ben venga! L’importante è che tu ci sia, e che dentro quella postura, qualunque essa sia, ci sia la luce della tua presenza che illumina tutto e non il geometra col righello😊
#padmasana, #yoganepi #yoga #asana #asdesserebeneessere

— a Nepi, Lazio.


Rispondi

Scopri di più da ESSERE BENE ESSERE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere