Non sono flessibile, posso fare yoga? La risposta onesta

È la domanda più frequente di tutte, e nasce da un equivoco: che la flessibilità sia il biglietto d’ingresso invece che una delle cose che cambiano strada facendo.

È come dire “non vengo a scuola di nuoto perché non so nuotare”. Nessuno arriva già capace: si arriva per imparare.

La rigidità non è un difetto da correggere

Un corpo rigido è un corpo che ha una storia: un lavoro fatto in una certa posizione per vent’anni, uno sport praticato o mai praticato, un periodo difficile, un’abitudine. Quella rigidità racconta qualcosa, e il primo lavoro è ascoltarla, non combatterla.

Nella pratica non c’è nulla da domare, migliorare o correggere. C’è da conoscere. La differenza sembra sottile e invece cambia tutto: chi pratica per correggersi si fa male, chi pratica per conoscersi impara.

Cosa succede al limite

Ogni posizione ha un punto in cui il corpo dice basta. Quel punto non è un nemico: è l’informazione più utile della lezione. Il lavoro è arrivarci, riconoscerlo, restarci il tempo necessario e respirare, senza spingere oltre per orgoglio.

Non crediamo nelle scorciatoie, ma sappiamo che tutto accade solo nell’istante.

Con il tempo quel punto si sposta. Non perché lo hai forzato, ma perché il corpo ha capito che non c’è pericolo. È lento, e non è uguale per tutti: c’è chi in tre mesi cambia molto e chi in un anno cambia poco e in compenso dorme meglio.

Le cose che nessuno ti dice

  • Le persone molto flessibili spesso hanno più difficoltà, non meno: arrivano lontano senza sentire nulla, e imparano più tardi ad ascoltare.
  • Toccarsi i piedi non è un obiettivo dello yoga. Non compare in nessun testo classico come traguardo.
  • La stabilità conta più dell’ampiezza. Una posizione piccola e salda vale più di una grande e traballante.
  • Il respiro è il vero indicatore: se si blocca, sei andato troppo in là, indipendentemente da quanto sembri elegante la posizione.

Da dove si comincia, concretamente

Si comincia venendo. Le lezioni non sono divise per livello, e nessuno guarderà quanto arrivi in basso. Se qualcosa non viene, si usa un mattoncino, una cinghia, un muro: gli attrezzi non sono per i deboli, sono per chi vuole lavorare bene.

Vieni a vedere una lezione

Siamo in via Adolini 7 a Nepi. Yoga il martedì e il mercoledì, mattina e sera. Laboratorio teatrale il martedì sera con Stefano. Non serve esperienza, non serve attrezzatura, non serve essere flessibili: chiama e ti diciamo quando passare.


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