Secondo Patanjali, (il leggendario autore degli Yoga Sutra, testo di riferimento dello Yoga Reale) la meditazione è un’esplorazione della Coscienza sulla Coscienza, un dialogo con un solo attore. La disciplina, il distacco, il silenzio e l’immobilità qualità indispensabili…
Poi ci sono altre vie: la meditazione dinamica, quella trascendentale, le meditazioni guidate, le visualizzazioni, le ripetizioni mentali o scritte dei mantra, ( i suoni sacri di Indù e Buddisti ) e ancora altre…tutte pratiche efficaci che però richiedono un tempo e uno spazio dedicato.
Ma esiste ancora un’ altra possibilità.
E’ una meditazione di origini buddiste che si può praticare in piedi, sdraiati o seduti, immobili o in movimento, con qualunque stato d’animo, (anzi gli “stressati”, gli ansiosi, i rabbiosi, i tristi potranno apprezzare gli effetti riequilibranti della meditazione sul sistema nervoso Studio sugli effetti benefici della meditazione.
E’ una pratica che si integra nella vita quotidiana, illuminandola con la sua forza interiore.
Quello che si fa è “semplicemente” stare nel momento: mangiare un mandarino assaporandolo, non leggendo o chiacchierando. Osservare, ascoltare quello che ci circonda, qualunque cosa sia (anche un traffico congestionato…). La pratica consiste cioè nel diventare testimoni di ciò che abbiamo intorno e/o di quello che percepiamo. Il monaco buddista vietnamita Thich Naht Hanh viaggia da anni portando per il mondo questo insegnamento che è anche un messaggio di pace. La “sua” camminata silenziosa introduce nel semplice camminare l’attenzione. Questo osservare senza memorie o anticipazioni permette di superare la propria visione limitata. Si impara ad essere ricettivi, non reattivi. Il senso di separazione, causa principale di sofferenza e conflitti, diminuisce (scompare completamente nel caso della Realizzazione: lo stato di unità con il tutto…
La Meditazione diventa così una pratica che sviluppa l’abilità di rimanere centrati anche e soprattutto in mezzo alle tempeste della vita. Non importa dove siamo o cosa stiamo facendo, attraverso la presenza mentale potremo sempre osservare e non essere travolti dagli eventi.
Il maestro Eckhart Tolle raccomandava l’attenzione sul respiro come la forma più naturale, semplice ed efficace per attivare la consapevolezza del qui e ora. Che ne siamo coscienti o meno il respiro è sempre con noi, in termini yogici esso rappresenta il Prana, l’energia vitale. Portiamo l’ attenzione non giudicante sul suo flusso, (riconoscendone il ritmo, lento o veloce, regolare o irregolare, calmo o agitato, la presenza o meno di piccole sospensioni tra un ciclo e l’altro, la temperatura dell’aria quando entra e quando esce, si possono anche osservare parte specifiche del corpo mentre si respira: il petto, la pancia, lo spazio tra narici e labbro superiore…) l’attenzione permette di accedere al nostro serbatoio interiore di forza, stabilità e calma dove ricaricarci tutte le volte che vogliamo, anche in mezzo al caos.
La meditazione così concepita non si aggiunge come un altro impegno in agenda ma liberando dai condizionamenti, (i pensieri automatici più o meno consapevoli) ci porta ad essere non a dover essere.
Invece di isolarci dal mondo ( nei cosiddetti ritiri, spesso pagati profumatamente…) e cercare la pace solo nel silenzio impariamo a meditare nel mezzo della giornata con tutti i suoi rumori e contrattempi. Realizziamo una pratica che corrisponde ai nostri ritmi, parte integrante della vita.
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