
La nostra Società, in parte ancora ampia, non ha maturato una cultura di rispetto dell’altro e, in particolare, di rispetto della donna, anche se passi significativi di maggiore consapevolezza e sensibilità sono in corso, anche a livello delle norme giuridiche e del comportamento delle istituzioni (ad es., forze dell’ordine, magistratura, avvocati, servizi sanitari, servizi di ricovero, ecc.).
Tra l’altro, come risulta dalle statistiche, il fenomeno della violenza interessa donne di qualsiasi fascia di età.
La cura degli aspetti psicologici si integra con lo sviluppo della capacità fisica di fronteggiare un concreto pericolo di violenza. E’ infatti importante che il soggetto che si trovi in situazioni di pericolo, oltre a saper meglio gestire la componente fisica del rapporto con il presunto aggressore, sappia adeguatamente gestire anche la componente psicologica.
Dobbiamo sviluppare, oltre la “forza fisica”, anche la “forza psicologica”, per sapere meglio affrontare le situazioni di potenziale o reale pericolo di maltrattamenti, lesioni fisiche, violenze sessuali, violenze economiche, violenze psicologiche.
L’articolazione dell’intervento
– si affronta il tema dei pregiudizi maschilisti, che sono spesso alla base degli episodi di violenza sulle donne;
– si esaminano gli stati d’animo della donna che teme di subire violenza e durane le fasi di sviluppo della violenza;
– si esaminano le eventuali azioni da mettere in atto, anche sul piano relazionale, atte a prevenire le violenze stesse;
– si sottolinea l’importanza di accrescere la propria “autostima”, per sentirsi maggiormente capaci di “governare” adeguatamente tali situazioni, anche dal punto di vista relazionale;
– si affronta il tema psicologico del “dopo”, per evitare di cadere nella colpevolizzazione di se stesse, e, quindi, nel rischio di chiudersi o di fuggire e di non affrontare a viso aperto le dinamiche successive, con le implicite conseguenze in termini di ansia e, nei casi più gravi, di tentazioni suicidarie.
Metodologia e durata ipotetica
Metodo induttivo: dialoghi con le partecipanti e concettualizzazione successiva
Durata dell’ordine di 45/60 minuti
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