Paradiso Perduto

 

Kālidāsa è uno dei massimi esponenti  della letteratura sanscrita.

Nella sua descrizione  di un eremo nella foresta ritroviamo l’armonia pura delle relazioni tra l’uomo, gli animali, le piante e tutto l’ambiente naturale, è il nostro  paradiso perduto, un luogo dell’anima che possiamo visitare  attraverso i versi di  Kālidāsa.

Buon viaggio.

“Le foglie piegavano il loro capo con rispetto al vento, le piante offrivano i loro frutti in adorazione.

Il riso era sparso per l’aia ad asciugare insieme alle banane, ai mirabolani, ai chiodi di garofano, alle giuggiole.

La terra della foresta sembrava bisbigliare per lo studio dei figli dei brahmani.

Garruli pappagalli, a furia di ascoltare, ripetevano anch’essi formule sacre e i galli selvatici mangiavano cibi offerti alla divinità.

Lì vicino anche i cigni, usciti dall’acqua, si cibavano con il riso delle offerte mentre i cervi lambivano con la loro lingua i figli dei saggi.

Ogni cosa dichiarava di continuo che non c’è separazione tra uomini, piante e animali”

 

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2 risposte a “Paradiso Perduto”

  1. Avatar Antonella Simmi
    Antonella Simmi

    Grazie Ornella…..è vibrante

    1. Avatar sibillam

      Grazie Antonella!

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