Ravioli, senza uova, di zucca e seitan … per un Capodanno eticamente e dieteticamente sostenibile :-)

Saltiamo il seitan
In una padella scaldate a fiamma bassa un filo d’olio con le erbe provenzali. Tagliate nel frattempo il seitan a dadini e fatelo saltare in padella giusto qualche minuto per farlo insaporire, e infine sfumate con la salsa di soia. Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire.
Prepariamo la zucca e il ripieno
Eliminate la buccia dalla zucca e tagliatela a pezzetti, fatela cuocere in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio intero, qualche aghetto di rosmarino tritato finemente, sale, pepe e noce moscata, fino a che diventa bella morbida. Una volta intiepiditi, frullate insieme il seitan e la zucca fino ad ottenere un composto omogeneo, e se necessario regolate di salsa di soia, pepe o noce moscata.
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Prepariamo la pasta
Per prima cosa riunite in una ciotola la farina, la semola, la curcuma e il sale, aggiungete l’olio e poi l’acqua poca alla volta (la quantità d’acqua necessaria potrebbe variare a seconda del tipo di farina usata). Lavorate per qualche minuto l’impasto su un tagliere fino ad ottenere un panetto sodo e liscio. Se dovesse risultare troppo secco aggiungere un goccio d’acqua, o in caso contrario, se fosse troppo morbido aggiungete un po’ di farina o semola. Riponetelo in una ciotola coperto da un canovaccio umido e lasciatelo riposare un’oretta.
Diamo forma ai ravioli
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Prelevate una piccola parte di pasta e iniziate a stenderla con il mattarello su un tagliere di legno leggermente infarinato per evitare che la sfoglia si attacchi. Tiratela abbastanza sottile e ricavate dei rettangoli larghi almeno 15 cm, poi disponete a distanze regolari due file di palline di ripieno un po’ più grandi di una nocciola. Inumidite i bordi della pasta e appoggiate un secondo foglio di pasta sul primo, cercando di sigillare bene i bordi e di far uscire l’aria. Tagliate con un coltello ben affilato dei ravioli di 5 cm di lato, e rifinite i bordi decorandoli con i rebbi di una forchetta. Potete anche utilizzare una macchina per tirare la pasta. Man mano che sono pronti disponete i ravioli su un vassoio cosparso di semola e lasciateli all’aria ad asciugare per qualche ora.
Cuociamo e condiamo i ravioli
Scaldate in una padella olio evo con abbondante rosmarino tritato, sale e pepe. Intanto lessate i ravioli per circa 6 minuti (il tempo di cottura dipende da quanto è stata stesa sottile la pasta) in acqua bollente salata, scolateli, uniteli al condimento e mescolateli delicatamente.

*Il seitan è un alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali. Secondo la ricetta tradizionale, il seitan si ottiene estraendo il glutine dalla farina di frumento; successivamente lo si impasta e lo si lessa in acqua insaporita con salsa di soia, alga kombu e altri aromi. Di aspetto simile alla carne, il suo sapore è invece più delicato e la sua consistenza più morbida, anche se spesso quest’ultima varia da un tipo di seitan all’altro soprattutto in relazione al fatto che sia un seitan prodotto artigianalmente o dalle industrie.

Proprietà

Il seitan ha un apporto proteico elevato (attorno al 20 per cento) ma solo se abbinato nello stesso piatto oppure nella stessa giornata di consumo a dei legumi come piselli, fagioli e ceci che completano gli amminoacidi mancanti del glutine. Il seitan contiene pochi grassi; le calorie sono intorno alle 120 per ogni 100 gr di prodotto, quindi simili a quelle della carne, senza però i grassi saturi e colesterolo di quest’ultima.

Cenni storici

Il seitan ha origini orientali: è un alimento tipico della tradizione culinaria giapponese dove, in origine, si diffuse come cibo della disciplina zen sotto il nome di kofu, che significa “glutine di grano”. Furono proprio dei monaci buddisti ad inventare questo nuovo cibo. La parola seitan viene invece coniata dall’esperto di macrobiotica George Osawa per indicare un cibo “giusto”, nel sostituire la carne, nel non inquinare ma soprattutto “giusto” perché alla portata di tutti.

 

Curiosità

L’etimologia della parola è la seguente: “Sei” significa “è” mentre “Tan” vuol dire “proteine”. Il processo di estrazione del glutine dal frumento si realizza aggiungendo acqua alla farina, quindi impastando energicamente. La massa così ottenuta viene sottoposta a cicli di lavaggio in acqua per eliminare l’amido e per estrarre il glutine, la parte proteica dei cereali. La quantità di glutine che se ne ricava dipende poi dal tipo di farina utilizzata. L’aspetto del seitan si presta molto bene a creare imitazioni della carne; l’impasto di glutine può infatti essere lavorato per conferirgli la forma di salsicce, bistecche, tagli per spezzatini e quant’altro, mentre l’abile utilizzo delle spezie può conferire al prodotto sapori più delicati o decisi.

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