L’Haṭhayoga Pradīpikā è uno dei più importanti scritti sullo Yoga, insieme alla Gheraṇḍa Saṃhitā e alla Śiva Saṃhitā, forma il corpus fondamentale della tradizione testuale.
Ecco cosa leggiamo sulle posture yoga, gli āsana
Essendo il primo passo dell’Hatha Yoga,
gli āsana sono descritti per primi.
Essi possono essere praticati per guadagnare
una postura eretta, salute e leggerezza del corpo
L’asana, in questo senso evita che la malattia ostacoli il percorso realizzativo, perchè il corpo è il nostro veicolo per accedere allo stato di Unione, la condizione descritta con la parola Yoga.
E se il Monte Meru, dimora del dio Shiva, è l’asse del mondo, così la spina dorsale è il sacro bastone che sorregge il nostro corpo, il Merudanda.
Le nostre “cattive abitudini” (come il portare la borsa a tracolla sempre sulla stessa spalla…), gli stili di vita sedentari, la tensione nervosa, compromettono l’equilibrio di questa struttura complessa e quindi la sua armonia, fisica ed energetica.
Lo yoga è in grado di ripristinare la naturale flessibilità della spina dorsale e con essa l’equilbrio energetico¹.
La grande varietà di posizioni e movimenti, la presa di coscienza delle percezioni corporee, la respirazione diaframmatica, contribuiscono a realizzare il corretto allineamento delle vertebre. Le azioni di stiramento e massaggio sui nervi spinali rigenerano il sistema nervoso ma è l’attenzione focalizzata, cardine della pratica, che permette agli asana di agire sul piano sottile, liberando blocchi e ristagni, favorendo il libero fluire del prana, l’invisibile forza che apporta la vita a tutto ciò che esiste.
Come una matrioska dal nostro guscio più esterno al più interno c’è solo un cambio di prospettiva…
Vediamo allora i movimenti della spina dorsale espressi in gradi con l’esempio di alcuni asana:

La posizione del triangolo (Trikonasana) comporta un piegamento laterale di tutta la colonna vertebrale sino ad un massimo di 85° (20° per le lombari, 20° per le toracichee dai 35° ai 45° per le cervicali).
Ovviamente i muscoli, i legamenti e gli organi interni ricevono un profondo stiramento su un lato e una compressione sull’altro.

La posizione del Bambino (Balasana) permette un piegamento in avanti di 110°.
Questo allunga i legamenti spinali e i muscoli dorsali. Diminuisce la compressione discale sulla parte bassa della schiena.

La posizione della ruota su una gamba (Eka Pada Urdhua Dhanurasana) da alla colonna vertebrale una flessione posteriore massima complessiva di 135° (70° per il collo e 65° per la parte dorso lombare). Sono coinvolti intensamente i muscoli flessori della schiena.

La flessione di una gamba al petto sdraiati (Pavanamuktasana) porta la massima flessione a 30°, massaggiando l’area delle articolazioni sacroiliache che raccordano bacino e colonna vertebrale.

La posizione del cadavere, eseguita alla fine della sessione, rilassa le tensioni della spina dorsale favorendo la sua naturale simmetria
Un invito dunque alla pratica per godere del nostro diritto naturalele alla flessibilibiltà e all’armonia…

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