
Anche chi non ha mai “fatto” yoga sa che durante la pratica ci sono dei momenti dedicati al rilassamento, di solito si iniziano e si terminano gli incontri con un invito all’abbandono nella posizione chiamata śavasana.
Sdraiati a terra sulla schiena non abbiamo bisogno di aggrapparci a nulla ma siamo talmente abituati a non sentire il corpo che lo manteniamo contratto, dalla mandibola alle spalle, dal bacino ai piedi, al respiro non riusciamo più a percepire la completa, appagante sensazione del lasciarsi andare.
Solo ascoltandolo possiamo mollare davvero la presa sul corpo ma a quel punto succede che spettatori di questo flusso costante di sensazioni abbandoniamo le fantasticherie sul passato e sul futuro e approdiamo all’adesso, la Presenza, lo stato meditativo.
In śavasana ci prepariamo ad accogliere l’esperienza della pratica dinamica e a gustarne gli effetti al termine, la fatica fisica e quella mentale trovano ristoro.
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