Yoga e maldischiena

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illustrazione di Caitlin Connolly

Molti tra quelli che si avvicinano allo yoga sono stati consigliati a farlo da fisioterapisti e/o osteopati.
Sicuramente una pratica che utilizza la consapevolezza corporea e respiratoria presenta dei vantaggi dal punto di vista posturale ma lo yoga non è una bacchetta magica e soprattutto quel focalizzarsi sul risultato piuttosto che sulla presenza può essere una trappola.
Qualcuno addirittura lamenta un acutizzarsi del problema, come è possibile?
Esistono due cose che contribuiscono al mal di schiena tra i praticanti dello yoga. Nel primo caso le persone particolarmente flessibili che a causa della loro flessibilità tendono a spingersi eccessivamente negli āsana, stressando la struttura ossea e trascurando il coinvolgimento della muscolatura profonda. Poi ci sono gli yogi il cui mal di schiena deriva da una rigidità in area pelvica che li spinge a piegarsi in avanti esercitando una pressione scorretta sui dischi intervertebrali in area lombare.
In conclusione tensioni ed infortuni possono essere causati dalla rigidità ma anche da un eccesso di scioltezza.
Fondamentale dunque riconoscere in quale situazione ci si trova ed equilibare “sthira” e “sukha”. Questi due termini provengono dagli “Yoga Sutra” di Patanjali e descrivono appunto gli attributi che dovrebbero possedere gli āsana:


Sthira (Stabilità):
Lo sthira in un āsana riguarda la stabilità e la fermezza della posizione. Significa mantenere la postura stabilizzando il corpo in modo che risulti saldo e non vacillante.
Lo sthira richiede un adeguato coinvolgimento muscolare a sostegno della posizione. A partire dal riconoscimento della base d’appoggio con il radicamento sui punti di contatto a terra

Sukha (Comodità):
Comodità e Leggerezza: sukha si riferisce al senso di agio e leggerezza che si percepisce nella posizione. Anche se intensa l’asana dovrebbe essere eseguita senza sforzo e con una sensazione di agio, sukha si manifesta con una respirazione spontanea, tranquilla e regolare.

Gli āsana con i quali riceviamo benefici al livello posturale sono un amalgama armonioso di sthira e sukha, integrazione tra la forza e la stabilità con il comfort e la leggerezza.

Nota bene: Anche se il mal di schiena è un’esperienza che ci accomuna, le sue manifestazioni variano. È importante chiedere consiglio a un professionista prima di riprendere o modificare la pratica dello yoga se si prova disagio o dolore.

“Prendi qualcuno che non segna il punteggio, che non cerca di arricchirsi, né ha paura di perdere, che non ha il minimo interesse nemmeno per la propria personalità, costui è libero.” Rumi

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