Ti rivolgi allo yoga pieno di aspettative, attratto dai racconti di chi ne ha sperimentato le meraviglie o dal consiglio di un medico che ne riconosce i benefici. Arrivi alla lezione sperando in un sollievo, in una guarigione, forse persino in uno stato di grazia.
Ma l’insegnante non è la tua “luce”, può fare il percorso insieme a te se decidi di metterti in cammino ma qualunque cosa tu voglia può nascere solo da te.
Come ha scritto Jeff Foster: “Tieni semplicemente alta la tua luce”
E allora, cosa vieni a fare a lezione?
Viene a ricordare.
La parola stessa lo suggerisce: dal latino re-cordis, ri-portare al cuore. Ricordare significa tornare a ciò che vive in te, ma che hai dimenticato, addormentato sotto il rumore del fare e del pensare.
La pratica diventa così un percorso di risveglio radicato nell’ascolto interiore, un ritorno a ciò che sei sempre stato![]()
Ornella
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